È l’emotività che mi spinge a scattare e realizzare progetti fotografici. Mi vengono da una tensione profonda, quasi viscerale.
Investo me stesso in ogni idea e lo faccio al massimo.
Il primo progetto fotografico che ha dato il via a questa mia passione, e sono ormai quasi quattro anni, è 1mm. Mi sono messo completamente a nudo davanti alla mia fotocamera. Da allora, la sensazione di ricercare attraverso la fotografia qualcosa di me nascosto nel profondo è diventata quasi una ossessione.
Osservando i miei scatti, mi sono stupito nel capire che quel qualcosa che mi spinge a parlare di una determinata cosa/persona/luogo non è una semplice motivazione di pancia o di bellezza. Io nelle foto rivedo determinate situazioni, difficoltà e paure che appartengono proprio a me. Sono io attraverso gli altri.
Vado (quindi) alla ricerca di una condivisione di stati d’animo che confluiscono in determinati luoghi o contesti. Lo scatto, per me, è una valvola di sfogo in cui mi metto a nudo.
Quando realizzo progetti riguardanti altre persone, per cercare di entrare a pieno nella loro ‘safety zone’, mi apro il più possibile in modo tale da far uscire naturalezza e trasparenza in ogni foto.
Una volta trovato lo spunto per un progetto, mi soffermo sui tratti somatici o nei dettagli di un luogo. Tendo sempre a sviluppare una storia completa, ma non per forza lineare. Ciascuno può leggerla e interpretarla in più direzioni.
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